Dopo aver passato due sere di fila (e consumato non meno di 15 euri di benzina) per fare su e giù da A., e sentirmi la laconica voce della cassiera che mi informa che i biglietti sono esauriti un'ora prima della proiezione, sono riuscito finalmente ad andarmelo a vedere.
Beh, se mi avesse altamente deluso, sarei stato sinceramente meglio.
Odio fare le recensioni di qualcosa che mi è piaciuto, proprio perchè non c'è gusto nel farle. Suppongo che dovreste andarvelo a vedere, tanto perchè possiate giudicare l'altissima capacità tecnica di realizzazione con software Adobe, visto che il signor Luci&Affini è nientepopòdimeno che John Knoll.
E chi cazzo è, direte voi. Beh, si da il caso che lui e suo fratello Thomas Knoll nel 1990 hanno messo in commercio Photoshop. °campanelli dorati che suonano e cori d'angeli°
A parte i comportamenti sdolcinati e vomitevoli dei protagonisti, che con tipico sottofondo di mitraglie & granate al fosforo si sussurrano un "Ti amo" perfettamente udibile, il mondo attorno mi ha lasciato di sasso. Piccole cose, citazioni di Leonardo da Vinci, effetti di muschio e animali bioluminescenti di Edouardo Kac, messe assieme m'hanno fatto quasi piangere.
Così come mi ha fatto immensamente piacere la notizia di una prossima proiezione di porno 3D fra Na'Vi. Appena sarà disponibile, credo proprio che ne ordinerò una copia. Come ho già ampiamente potuto dimostrare, Hustler sa fare bene il suo fottuto lavoro.
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domenica 24 gennaio 2010
lunedì 4 gennaio 2010
Il riprendersi dopo una palese e futile abbondanza
Per quanto possa immaginare, ogni pestilenza demente viene raggiunta in modo decisamente sconcertante. Il dover festeggiare, come qualsiasi obbligo, mi rende sempre, tremendamente infelice e depresso.
Non possono, nessuno può impedirmi di stare a casa a giocare a Neverwinter Nights: Hordes of the Underdark, solo perchè è un fottutissimo 31 dicembre.
Nessuno può obbligarmi a spendere 20 euro di cibo, per poi mangiare un risottino alle zucchine, pure crudo, e buttare via altri due chili di roba. Con la giustificazione che “Non si può fare un ultimo magro, bisogna mangiare.”
Eppure, inevitabilmente, ci riescono.
Dopo ieri sera, il Jack The Ripper comincia a starmi decisamente stretto. Terribili i bimbominkia metal/punk/neo-emo che scorrazzano liberamente in giro, portandosi appresso cuccioli di cane fottutamente carini. Dovrebbero, in teoria, mangiare i loro intestini crudi e bruciargli gli occhi con la paprika, come piacerebbe fare a me.
Evidentemente i sentimenti lovvosi devono essere sempre espressi, qualsiasi sia la religione professata.
C, anyway, è stato carino e simpatico, ieri sera. Davvero, ci sono poche persone così cristalline e disponibili. Temi sempre di scoprire troppo di loro, e di capirli a primo sguardo, magari anche con una lettura decisamente troppo poco approfondita. Ma tant’é che ci rifugia, essenzialmente, in quello.
Ah, ho ritrovato una vecchissima kefia che avevo comperato ancora al Ferrock di tre anni fa. Santo cielo, è terribile scordarsi di possedere questo e quello.
Finalmente ho avuto il tempo (cioè, mi ci hanno costretto, ma sono felice che l’abbiano fatto) di vedere IT. Non male. Mancava alla mia collezione di “Film da vedere una volta nella vita, e poi consigliare agli altri”. La cosa è poi degenerata all’Adler con l’A. e una discussione sull’utilità dei social network e un’evidente denigrazione di Facebook, come da solito. Ultimamente mi faccio parecchio trascinare dalle persone. Persino dalla M, che in questo momento mi è saltata in braccio uggiolando perchè il mio fratellino sta giocando con un accendino, e lei ha parecchio paura.
Non possono, nessuno può impedirmi di stare a casa a giocare a Neverwinter Nights: Hordes of the Underdark, solo perchè è un fottutissimo 31 dicembre.
Nessuno può obbligarmi a spendere 20 euro di cibo, per poi mangiare un risottino alle zucchine, pure crudo, e buttare via altri due chili di roba. Con la giustificazione che “Non si può fare un ultimo magro, bisogna mangiare.”
Eppure, inevitabilmente, ci riescono.
Dopo ieri sera, il Jack The Ripper comincia a starmi decisamente stretto. Terribili i bimbominkia metal/punk/neo-emo che scorrazzano liberamente in giro, portandosi appresso cuccioli di cane fottutamente carini. Dovrebbero, in teoria, mangiare i loro intestini crudi e bruciargli gli occhi con la paprika, come piacerebbe fare a me.
Evidentemente i sentimenti lovvosi devono essere sempre espressi, qualsiasi sia la religione professata.
C, anyway, è stato carino e simpatico, ieri sera. Davvero, ci sono poche persone così cristalline e disponibili. Temi sempre di scoprire troppo di loro, e di capirli a primo sguardo, magari anche con una lettura decisamente troppo poco approfondita. Ma tant’é che ci rifugia, essenzialmente, in quello.
Ah, ho ritrovato una vecchissima kefia che avevo comperato ancora al Ferrock di tre anni fa. Santo cielo, è terribile scordarsi di possedere questo e quello.
Finalmente ho avuto il tempo (cioè, mi ci hanno costretto, ma sono felice che l’abbiano fatto) di vedere IT. Non male. Mancava alla mia collezione di “Film da vedere una volta nella vita, e poi consigliare agli altri”. La cosa è poi degenerata all’Adler con l’A. e una discussione sull’utilità dei social network e un’evidente denigrazione di Facebook, come da solito. Ultimamente mi faccio parecchio trascinare dalle persone. Persino dalla M, che in questo momento mi è saltata in braccio uggiolando perchè il mio fratellino sta giocando con un accendino, e lei ha parecchio paura.
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