Prometto che impuniti non resteranno.
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domenica 26 settembre 2010
venerdì 21 maggio 2010
Götterdämmerung
Götterdämmerung (English: Twilight of the Gods) is the last in Richard Wagner's cycle of four operas titled Der Ring des Nibelungen (English: The Ring of the Nibelung, or The Ring for short). It received its premiere at the Bayreuth Festspielhaus on 17 August 1876, as part of the first complete performance of the Ring.
The title is a translation into German of the Old Norse phrase Ragnarök, which in Norse mythology refers to a prophesied war of the gods that brings about the end of the world. However, as with the rest of the Ring, Wagner's account of this apocalypse diverges significantly from his Old Norse sources.
The title is a translation into German of the Old Norse phrase Ragnarök, which in Norse mythology refers to a prophesied war of the gods that brings about the end of the world. However, as with the rest of the Ring, Wagner's account of this apocalypse diverges significantly from his Old Norse sources.
The term Götterdämmerung is occasionally used in English, referring to a disastrous conclusion of events.
lunedì 4 gennaio 2010
Il riprendersi dopo una palese e futile abbondanza
Per quanto possa immaginare, ogni pestilenza demente viene raggiunta in modo decisamente sconcertante. Il dover festeggiare, come qualsiasi obbligo, mi rende sempre, tremendamente infelice e depresso.
Non possono, nessuno può impedirmi di stare a casa a giocare a Neverwinter Nights: Hordes of the Underdark, solo perchè è un fottutissimo 31 dicembre.
Nessuno può obbligarmi a spendere 20 euro di cibo, per poi mangiare un risottino alle zucchine, pure crudo, e buttare via altri due chili di roba. Con la giustificazione che “Non si può fare un ultimo magro, bisogna mangiare.”
Eppure, inevitabilmente, ci riescono.
Dopo ieri sera, il Jack The Ripper comincia a starmi decisamente stretto. Terribili i bimbominkia metal/punk/neo-emo che scorrazzano liberamente in giro, portandosi appresso cuccioli di cane fottutamente carini. Dovrebbero, in teoria, mangiare i loro intestini crudi e bruciargli gli occhi con la paprika, come piacerebbe fare a me.
Evidentemente i sentimenti lovvosi devono essere sempre espressi, qualsiasi sia la religione professata.
C, anyway, è stato carino e simpatico, ieri sera. Davvero, ci sono poche persone così cristalline e disponibili. Temi sempre di scoprire troppo di loro, e di capirli a primo sguardo, magari anche con una lettura decisamente troppo poco approfondita. Ma tant’é che ci rifugia, essenzialmente, in quello.
Ah, ho ritrovato una vecchissima kefia che avevo comperato ancora al Ferrock di tre anni fa. Santo cielo, è terribile scordarsi di possedere questo e quello.
Finalmente ho avuto il tempo (cioè, mi ci hanno costretto, ma sono felice che l’abbiano fatto) di vedere IT. Non male. Mancava alla mia collezione di “Film da vedere una volta nella vita, e poi consigliare agli altri”. La cosa è poi degenerata all’Adler con l’A. e una discussione sull’utilità dei social network e un’evidente denigrazione di Facebook, come da solito. Ultimamente mi faccio parecchio trascinare dalle persone. Persino dalla M, che in questo momento mi è saltata in braccio uggiolando perchè il mio fratellino sta giocando con un accendino, e lei ha parecchio paura.
Non possono, nessuno può impedirmi di stare a casa a giocare a Neverwinter Nights: Hordes of the Underdark, solo perchè è un fottutissimo 31 dicembre.
Nessuno può obbligarmi a spendere 20 euro di cibo, per poi mangiare un risottino alle zucchine, pure crudo, e buttare via altri due chili di roba. Con la giustificazione che “Non si può fare un ultimo magro, bisogna mangiare.”
Eppure, inevitabilmente, ci riescono.
Dopo ieri sera, il Jack The Ripper comincia a starmi decisamente stretto. Terribili i bimbominkia metal/punk/neo-emo che scorrazzano liberamente in giro, portandosi appresso cuccioli di cane fottutamente carini. Dovrebbero, in teoria, mangiare i loro intestini crudi e bruciargli gli occhi con la paprika, come piacerebbe fare a me.
Evidentemente i sentimenti lovvosi devono essere sempre espressi, qualsiasi sia la religione professata.
C, anyway, è stato carino e simpatico, ieri sera. Davvero, ci sono poche persone così cristalline e disponibili. Temi sempre di scoprire troppo di loro, e di capirli a primo sguardo, magari anche con una lettura decisamente troppo poco approfondita. Ma tant’é che ci rifugia, essenzialmente, in quello.
Ah, ho ritrovato una vecchissima kefia che avevo comperato ancora al Ferrock di tre anni fa. Santo cielo, è terribile scordarsi di possedere questo e quello.
Finalmente ho avuto il tempo (cioè, mi ci hanno costretto, ma sono felice che l’abbiano fatto) di vedere IT. Non male. Mancava alla mia collezione di “Film da vedere una volta nella vita, e poi consigliare agli altri”. La cosa è poi degenerata all’Adler con l’A. e una discussione sull’utilità dei social network e un’evidente denigrazione di Facebook, come da solito. Ultimamente mi faccio parecchio trascinare dalle persone. Persino dalla M, che in questo momento mi è saltata in braccio uggiolando perchè il mio fratellino sta giocando con un accendino, e lei ha parecchio paura.
mercoledì 16 settembre 2009
Piscosi animale.
Om nom nom
Principalmente, ogni volta che sento nominare qualcuno che conosco, tendo immediatamente a dimenticarmene il volto. Tutto questo concorda poi con il fatto che esso assume automaticamente nella mia testa una qualche forma antropomorfa, generalmente di qualche oggetto di cucina o animale di foresta europea.
Tutto questo per dire, solamente, che il ragazzo del video di Katy Perry "waking up in Vegas" assomiglia ogni volta di più a una specie di furetto farlocco che fa le puzzette. Davvero. Non. Capisco.
Principalmente, ogni volta che sento nominare qualcuno che conosco, tendo immediatamente a dimenticarmene il volto. Tutto questo concorda poi con il fatto che esso assume automaticamente nella mia testa una qualche forma antropomorfa, generalmente di qualche oggetto di cucina o animale di foresta europea.
Tutto questo per dire, solamente, che il ragazzo del video di Katy Perry "waking up in Vegas" assomiglia ogni volta di più a una specie di furetto farlocco che fa le puzzette. Davvero. Non. Capisco.
giovedì 10 settembre 2009
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