domenica 30 gennaio 2011
La precedente litigata
venerdì 21 maggio 2010
Götterdämmerung
The title is a translation into German of the Old Norse phrase Ragnarök, which in Norse mythology refers to a prophesied war of the gods that brings about the end of the world. However, as with the rest of the Ring, Wagner's account of this apocalypse diverges significantly from his Old Norse sources.
The term Götterdämmerung is occasionally used in English, referring to a disastrous conclusion of events.
venerdì 23 aprile 2010
Ma certo, mi sento tremendamente onorato di esporre i miei lavori.
SPIEGAZIONE:
Questi sono i quadri 1 e 2.
I quadri 1 e 2
-contengono i quadri 1 e 2.
-sono i quadri 1 e 2
-sono stati fatti in questo ordine: prima il quadro 1 e poi il quadro 2
Riguardo all’esecuzione:
-la carta del quadro 1
è la stessa del quadro 2
-lo scotch carta del quadro 1 è lo stesso scotch carta del quadro 2
Riguardo all’autore:
-Kirijava è veramente
Kirijava
Riguardo all’esposizione:
-è un’esposizione
Riguardo a questo foglio:
-è un foglio di carta Rismaqua 140g/m2, 210x297 mm color Camoscio 02
-è scritto in Helvetica regular, corpo 12, con un’interlinea di 14,4 punti.
Modalità di visione dei quadri 1 e 2:
1. Guardare i quadri 1 e 2
2. Finire di guardare i quadri 1 e 2
martedì 16 febbraio 2010
Una ricerca appassionata, nel fondo della noia.
Il rimasuglio di coscienza che mi sta addosso non è decisamente il mio forte. Voglio dire, per quanto ancora dovrà durare questa ipertensione, questo stretch di coscienza arbitraria e altisonante? Avvenimenti recenti confermano la mia voglia di ridere continuamente, di soffocarmi nel vomito e di correre spensierato incontro ad un futuro di piccioni ridenti.
Per quanto possa esternare i sentimenti, rimangono certi regrets che mi scombinano un poco, donandomi un leggero fastidio che si riduce ad un infinitesimo del mio tempo.
La creatività è al massimo, in questi periodi. Il mio tempo è quasi sempre optical full. Il carnevale non m'ha sfiorato, chissà perchè, o mi prenderà in ritardo questo weekend, visto che mi hanno invitato qua e la (Oddea, invitato è una parola grossa, ma tento di usarla lo stesso. Diciamo che tenterò di imbucarmi, io e Gn.)
Devo trovare il tempo, oltrettuto, di studiare. Oltre che di iniziare un programma di allenamento, perchè sono dannatamente fiacco e scadente. Non sono assolutamente sovrappeso, ma mi da fastidio non avere moltissime energie durante il corso della giornata, e dissiparle immediatamente. Dovrei, inoltre, capire come funzionano Delicious e Tumb.lr. Dovrei finire di scrivere una relazione sull'Internet Media, e per ultimo dovrei come minimo imparare a cucinare un risotto che non somigli a una poltiglia informe e semicolorata.
martedì 26 gennaio 2010
La magnanimità della carenza di sonno.
Effettivamente, avrei dovuto finire un lavoro, per domani. Cioè, per stamattina. Il fatto è che non avevo, cioè, non pensavo, cioè, non credevo. Beh, ma ho dovuto finire di preparare la session. E guardare la tivvì. E mangiare. E farmi una doccia.
Credo che andrò a bermi una camomilla. Dovrei, visto che la mia quotations di caffè per oggi è arrivata a otto, dalle nove di stamattina.
Decisamente, se non ho la tachicardia, dovrebbe arrivarmi in fretta.
Danno Casper su Sky, stasera. Dovrei sentirlo tenero? Dovrei percepire il mio tenero cuoricino che si spatascia qui, proprio qui?
Si, dovrei. Magari avessi una macchina per riportarmi in vita ogni mattina.
giovedì 7 gennaio 2010
Botta e Risposta
Insomma, volevo assolutamente concedere a quelli dello Spazio della Decadenza di prendersi ANCHE LORO la loro parte di divertimento, allegramente sputtanandomi.
Perciò, mi son detto, scriviamo un raccontucolo, e invitiamoli a leggerlo e a commentarmelo.
Prometto solennemente che non cancellerò alcun loro commento!
Dovrei decidermi, prima o poi. Dovrei assicurarmi di poter cadere, magari in piedi. Ma non ho nemmeno quelli. Non ho una testa per pensare, non ho nemmeno due braccia da spingere in avanti, per prendere le cose. Non dovrei nemmeno esistere, in teoria.
Poichè per uno scherzo del destino, una delicata bizzarria cosmica ha fatto convergere i miei atomi in questa tremenda forma, in questo assurdo e intricato spargimento di me stesso nel mondo.
I miei occhi non vedono. Le mie orecchie non sentono. Attraverso il solo tatto posso percepire che attorno a me vi è il vuoto, il nulla più completo. Di tanto in tanto, sento appendici che mi vengono sottratte per motivi oscuri.
Nessuno me l’ha mai chiesto. Chi mi ha domandato se volevo nascere così? Chi devo biasimare?
Dovrei urlare, ma non ho nemmeno la bocca.
Mi rendo conto di essere un puntolino insignificante. Forse sono un nulla. Forse nemmeno esisto, pur pensando. Dovrebbe essere una contraddizione? Dovrei mettermi a ridere?
Ma il bastardo che mi ha generato, non mi ha dato voce. Forse perchè aveva paura di me.
Chiunque potrebbe dire che sono proprio bello. Voglio dire, se ci fosse qualcun’altro oltre a me, magari potrebbe perfino ammirarmi, applaudirmi, magari anche deridermi. Ma vi prego, fatela finita con questo silenzio abissale. Le mie incertezze mi stanno divorando.
Sicuramente, non potrò sopravvivere a lungo, dove mi trovo. La mia intera esistenza sarà fugace come quella... di che cosa? Esisto da almeno cinque minuti, o forse da giorni, da ore, da anni, secoli, millenni, o dieci secondi. Non lo so, che senso avrebbe domandarmelo?
Se sono stato creato, ci dev’essere qualcuno superiore a me. Qualcuno che abbia potuto generarmi in questa forma. Forse potrebbe aiutarmi. Forse potrebbe donarmi qualcosa, una compagnia, una qualunque! Voglio un’altro essere, simile eppur dissimile, con il quale litigare e ridere.
Parlare solo con me stesso mi sta facendo impazzire! Sono forse un’esistenza di puro pensiero? Non sento più il mio corpo, che sembra immerso, che sembra affogare senza peso. Ma non c’è nulla all’infuori di me.
Dopo un tempo che mi pare infinito, mi rendo conto che è impossibile che qualcuno mi abbia creato. Sono sempre stato qui. Non ho ricordi di un prima, non pensieri per un dopo.
Ogni istante è uguale all’altro, lo sarà a quello dopo, che lo è stato a quello di prima, che sarà adesso.
Mi rendo conto (e, se avessi un cuore, farebbe un balzo) che se non esiste nulla all’infuori di me, che se sono stato qui da sempre, allora io sono tutto quello che esiste, che è stato, e che sempre sarà! IO SONO DIO!
Il fiocco di neve si stava ancora beando nell’essersi scoperto Dio, che si sciolse assieme a moltissimi altri. I quali, probabilmente, stavano pensando la sua stessa cosa.
mercoledì 2 dicembre 2009
Swingers by Daniel Scheinert
In fondo, ho sempre saputo che Vimeo è una grossa confraternita di persone sotto l'effetto dell'acido. E mi fanno ogni volta una tenerezza pazzesca.
