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domenica 31 luglio 2011

You make my levels of dopamine go all silly.

Dovrei rincoglionirmi nel modo più spaventoso possibile: quando le mie indiscrezioni vengono proposte ad una decisione che va oltre la mia capacità mentale. Quello che viene rivelato di me stesso è solo una pallida imitazione di quello che posso essere. Dovrei considerarmi una persona intelligente, dopo tutte le cose stupide che sono riuscito a combinare? Dovrei riuscire ad esprimermi in maniera forbita, anche quando mi si chiede il contrario? Mi interessa capire quando potrò finalmente capire le persone che mi si presentano davanti, quando tentano veramente di fare le furbe, e di non essere così fottutamente onesto con chi ho difronte. Sono peggio di un libro aperto in tutte queste situazioni nelle quali mi si richiede una acritica posizione o un discreto distacco.

Le mie ferie sono iniziate, e per questi due giorni ho messo in pausa il cervello. Domani mattina è lunedì, e la faccenda si fa complicata. Su che cosa dovrei cominciare a lavorare?
L'opzione di lavorare su me stesso non è male. Continuo a cancellare frasi che non dovrebbero essere scritte. Vaglio opzioni, quando ho ancora una cucina da sistemare, una cagnolina che rompe le scatole e una scottatura al dito dovuta a un momento di distrazione. Di pettegolezzi ne ho sempre meno voglia; come voglio diventare più umile non solo per forza, ma per passione. Un portatile non è meglio di una scrivania, e un flusso di coscienza mi rende coscienzioso. Un ottimo antistress è inutile, e non si capisce quando parlo. Non odio nessuno, ma odio tutti. Almeno mi posso sfogare qui, anche se a nessuno interessa.


lunedì 27 dicembre 2010

Come un cane.

Citazione precedente:
Come un cane bastonato dal padrone, che quando riceve un osso, piscia sul tappeto.

Preambolo:
Non siete mai contenti, vero? Che cosa dobbiamo fare per rendervi felici, e farvi capire che la vostra esistenza, che la vostra presenza, non è un dono divino?
L'appoggio del mondo, la stima, la coscienza di sé stessi, non ve la possiamo insegnare. La fatica e l'impegno che le cose richiedono, non vi fa acquistare della stima per noi? Non vi accorgete del cambiamento, della differenza del prima, al dopo, al prima, all'adesso?
Siete così ciechi al mondo attorno? Non ricordate, non sviluppate i concetti che determinano la vostra vita, che vi rendono possibile imparare dai propri errori?

Sviluppo:
Siamo esseri senza compassione. L'infantilità non si perdona. Il (non) prendere posizione su determinati argomenti, implica che le possibilità di scelta vengano meno.

Una possibile lamentela su questo nostro comportamento viene diretta a nostre mancanze, a noi, sciocchi manipolatori di vite.

Mi rendo conto che il vostro pensiero costante è perfettamente comprensibile. Non siete stati forse creati apposta? Ci piaceva il vostro limpido e puro sentimento cristallino, ma ora ci è diventato insopportabile. L'acqua è una bevanda semplice e basica, ma siamo esseri a cui piace sperimentare.

Vi vogliamo bene, tanto bene. E' il vostro fýsis & ftònos che odiamo, e che ci risulta ormai antipatico, pesante, sciocco.

Non ascolto gruppi di teenager che sono nati dopo di me, proprio perchè trovo che non abbiano nulla da insegnarmi. La atemporalità di determinate situazioni, il fatto di volerle vedere estrapolate dal proprio complesso naturale delle cose e quindi ridurle a premeditata linearità mi sconvolge.

È a voi che il mondo toccherà? È a voi, così.. sciocchi che lasceremo le cose come le abbiamo e le hanno create prima di noi?

Badate bene: non "sciocchi" nel senso che siete poco intelligenti. "Sciocchi", dato che la vostra ricerca di senso non passa per approfondimenti e sub-correlazioni infrastrutturali di argomenti correlati, ma a complete dissociazioni sensuali che contorcono in un immenso girgonzoglio.

Te audire non possum. Musa sapientum fixa est in aure.

Pensiero di risposta finale:
Un sasso è inevitabile, una valanga è una scelta


venerdì 10 settembre 2010

Le quattro mura di Claire Winchester

Ovvero: La pubblicazione di un libro nella modernità liquida



Era una bellissima mattina di settembre -o, forse, una notte buia e tempestosa-.

Comunque, tutto andava -quasi- per il verso giusto alla piccola Claire, che, improvvisamente,

si ritrovò davanti ad un computer e a Office Word.

Ancora non sapeva che esso sarebbe diventato il suo migliore amico, la dolce compagnia che

l'avrebbe condotta negli oscuri e adolescenziali meandri della propria anima.



Ma, suvvia, non siamo stati tutti noi degli adolescèns? Non ci siamo tutti noi crogiolati nei nostri

sentimenti zuccherosi, meiosi e tuttavia terribilmente turbanti e sturbati?



Per la maggior parte, tuttavia, questi pensieri sono sempre rimasti chiusi in un delizioso cassetto,

in un moleskine che poi è finito bruciato, in miriadi di byte persi quando l'hard disk è andato in crash avendo tentato di installare Cod4 nel nostro vecchio Pentium 2.



Per Claire Winchester, no.



Lei aveva fatto backup.



To make a long story short, insomma, ieri sera me ne sono andato allegramente a vedere la presentazione del suo libretto, dicasi "Inside 4 Walls",

Location ottima, atmosfera lugubre da film di Vincent Price, musica (musica?) rock/metal/postpunk in sottofondo, sedie di plastica bianca da giardino prodotte in serie da bambini cinesi con i capelli sciolti nell'acido.

Tutto era perfetto.



L'autrice ha iniziato con il leggere alcuni passi del suo libro, che descrivevano costruzioni ingegneristiche improbabili di camere da letto e di appartamenti, nonché decorazioni da Cappella Sistina per la stanza del Protagonista.



Citazioni su citazioni di temi classici, citazioni su Dante, citazioni di cultura Goth, Metal. Pareva quasi dovesse giustificare qualunque cosa scrivesse, nel più perfetto stile Adolescèns da tema delle medie.

Supremamente descrittivo, sintatticamente mal curato.



Solo leggendole si intuiva che le frasi non reggevano, sembravano costruite a casaccio e si intersecavano le une con le altre in sinestesie improbabili, per poi essere chiuse frettolosamente, come se si avesse capito che ci si stava dilungando troppo. Quindi, Zacchete!



All'improvviso, una confessione! Da piccola, odiava leggere! Santo cielo, tesoro, non so che cosa ti abbia fatto iniziare a scrivere -non so quale libro tu abbia letto che ha fatto scattare "la molla" della scrittura-, ma io gli darei fuoco.



No, sul serio, sto diventando cattivo. Non devo. Poi sennò mi picchia.



La cosa che mi ha dato più fastidio durante la presentazione è stata una cosa che ha detto riguardo alla tecnica di scrittura; spero di riportare le cose in modo preciso, e se sbaglio, me lo si faccia notare, grazie.



- Lei si figura in mente la scena che vuole scrivere

- Odia ricopiare

- Mi pare di aver capito che lei scriva di getto

- Vede che ci sono delle cose da correggere nel libro, ma non lo fa.



Quindi, partendo dal presupposto del ragionamento per immagini, è ovvio che la sua scrittura sarà principalmente descrittiva, e fin qui.. Ma a cosa è dovuto? Ovviamente, stiamo parlando con una nativa digitale, santo cielo! La creazione superficiale -nel senso meno offensivo del termine- è in lei insita ed esercitata.



La revisione, la riscrittura, la correzione è, forse, vista come un annullamento del proprio essere e a un disprezzo delle regole che abbiamo visto già un poco nella signorina Priante (Ehilà! Hai visto che torni sempre?).

Il fatto che le dia fastidio scrivere e ricopiare -quando, ovviamente, il mezzo informatico non è disponibile- fa supporre che essa, rendendosi conto degli strafalcioni e delle correzioni che andrebbero apportate -Dyo santissimo! Da quanto tempo è passata di moda la scrittura automatica?- li rifiuti e le diano noia.



E' molto più facile usare un piccone che non lavorare di cesello, immagino.



Si è espressa con termini stizziti, inoltre, quando le è stato chiesto di parlare della pubblicazione:

bene, lascia che ti spieghi come funziona il sistema editoriale in Italia, signorina.

Il fatto è che tu non ti sei rivolta a una casa editrice. Quella "azienda" non si sobbarca nulla dei costi di stampa e produzione del libro. Non gliene frega un cazzo del valore culturale del tuo libro.

Tu gli dai il file, e loro te lo stampano. Punto. Nessuno leggerà quello che tu decidi di pubblicare: potresti aver scritto trecento pagine di "badabum babaum cha cha ra ra rum ma mah", e loro te lo pubblicherebbero lo stesso.



Avresti dovuto chiedere consiglio prima di fare la cazzata di spendere tutti quei soldi per le copie. Probabilmente, se tu fossi andata da una tipografia a farti fare un preventivo avresti ottenuto lo stesso identico risultato a un prezzo di circa la metà. Ma pazienza. Praticamente, agendo tramite casa editrice hai raddoppiato il costo, visto che quei dieci minuti richiesti per impaginarlo ti sono probabilmente stati valutati 300€.



Andando -e terminando- con i contenuti, posso dire solamente che sono il tripudio di una sessualità ancora adolescenziale. La protagonista è chiaramente una Mary Sue fatta e finita, e il protagonista un Gary Stu della peggior specie (Non ci credi, Claire? Prova a fare il test, qui).

Ella è tutto quello che l'autrice vorrebbe/avrebbe voluto essere, e lui quello che lei cerca/cercava in un uomo, la camera del protagonista quella che lei desidera/avrebbe desiderato per se.

Per ultima cosa: BOLOGNA? COSA? Che cosa rappresenta Bologna per te, stellina? L'Arty Party più sfrenato? L'Hipsteraggine preponderante degli studenti fuori corso di lettere moderne che se ne vanno la sera a passeggiare per via dell'Accademia? E' il caso di dire che forse hai esagerato un pochettino.



Consiglio di leggere un po' di più, e di riguardare quello che scrivi, perché finchè pubblichi a spese tue, va bene. Ma nessuno deciderà di farlo se la tua scrittura non "matura".



PEr carità, che non si dica che io sia solo negativo: l'autrice ha dimostrato comunque un'umiltà inaspettata per quanto riguarda se stessa, e un'arguzia sorprendente nel rispondere alle frecciatine che le sono state lanciate durante la presentazione. E' davvero una cara ragazza e io la rispetto molto come persona. Come scrittrice, deve lavorare ancora parecchio prima del premio strega.



Dunque, per compiti a casa devo assegnarti un po' di Chuck Palahinuk, condito da The Bell Jar -ma solo una spruzzatina, mi raccomando-, poi… vediamo:

-Guarda True Blood per i vampiri e il sesso.

-Leggi -se te la senti, è un po' pesantuccio- "Andy Warhol era un coatto", per la visione di Arte Trash

-Il blog di 7yearwinter, temo possa aiutarti per le sue qualità di sintesi.

-Ultima cosa: "Ascesa e declino della scrittura amatoriale italiana" è un ottimo blog e hanno fatto delle dissertazioni sulla scrittura decisamente acute.

martedì 16 febbraio 2010

Ridondante e atipico come William Wallace

Per quanto non possa amare il paese nel quale mi sono ritrovato a studiare per cinque anni, a volte la necessità porta a fare delle pazzie: ritornarci é come quando provi un fortissimo istinto sadomasochistico.
D. ed io abbiamo fatto una chiaccherata, ma la cosa sta rapidamente degenerando, e la discussione si è incentrata praticamente sui suoi problemi e su quanto si sente solo, incapace di reagire e bisognoso di un' hobby.
La pura verità, in my humble opinion, è che quando una persona è terribilmente paurosa e teme di tirare fuori le palle per una volta nella sua vita, beh, riesce ad inventare di quelle scuse spettacolari che rieccheggiano ed esplodono nel cielo come scintille in sfocatura gaussiana.


Una ricerca appassionata, nel fondo della noia.

Il rimasuglio di coscienza che mi sta addosso non è decisamente il mio forte. Voglio dire, per quanto ancora dovrà durare questa ipertensione, questo stretch di coscienza arbitraria e altisonante? Avvenimenti recenti confermano la mia voglia di ridere continuamente, di soffocarmi nel vomito e di correre spensierato incontro ad un futuro di piccioni ridenti.
Per quanto possa esternare i sentimenti, rimangono certi regrets che mi scombinano un poco, donandomi un leggero fastidio che si riduce ad un infinitesimo del mio tempo.

La creatività è al massimo, in questi periodi. Il mio tempo è quasi sempre optical full. Il carnevale non m'ha sfiorato, chissà perchè, o mi prenderà in ritardo questo weekend, visto che mi hanno invitato qua e la (Oddea, invitato è una parola grossa, ma tento di usarla lo stesso. Diciamo che tenterò di imbucarmi, io e Gn.)

Devo trovare il tempo, oltrettuto, di studiare. Oltre che di iniziare un programma di allenamento, perchè sono dannatamente fiacco e scadente. Non sono assolutamente sovrappeso, ma mi da fastidio non avere moltissime energie durante il corso della giornata, e dissiparle immediatamente. Dovrei, inoltre, capire come funzionano Delicious e Tumb.lr. Dovrei finire di scrivere una relazione sull'Internet Media, e per ultimo dovrei come minimo imparare a cucinare un risotto che non somigli a una poltiglia informe e semicolorata.


martedì 26 gennaio 2010

La magnanimità della carenza di sonno.

Effettivamente, avrei dovuto finire un lavoro, per domani. Cioè, per stamattina. Il fatto è che non avevo, cioè, non pensavo, cioè, non credevo. Beh, ma ho dovuto finire di preparare la session. E guardare la tivvì. E mangiare. E farmi una doccia.
Credo che andrò a bermi una camomilla. Dovrei, visto che la mia quotations di caffè per oggi è arrivata a otto, dalle nove di stamattina.
Decisamente, se non ho la tachicardia, dovrebbe arrivarmi in fretta.
Danno Casper su Sky, stasera. Dovrei sentirlo tenero? Dovrei percepire il mio tenero cuoricino che si spatascia qui, proprio qui?
Si, dovrei. Magari avessi una macchina per riportarmi in vita ogni mattina.


domenica 24 gennaio 2010

Avatar è Pocahontas sotto speed, e i Na'vi sono i puffi 2.0

Dopo aver passato due sere di fila (e consumato non meno di 15 euri di benzina) per fare su e giù da A., e sentirmi la laconica voce della cassiera che mi informa che i biglietti sono esauriti un'ora prima della proiezione, sono riuscito finalmente ad andarmelo a vedere.







Beh, se mi avesse altamente deluso, sarei stato sinceramente meglio.

Odio fare le recensioni di qualcosa che mi è piaciuto, proprio perchè non c'è gusto nel farle. Suppongo che dovreste andarvelo a vedere, tanto perchè possiate giudicare l'altissima capacità tecnica di realizzazione con software Adobe, visto che il signor Luci&Affini è nientepopòdimeno che John Knoll.

E chi cazzo è, direte voi. Beh, si da il caso che lui e suo fratello Thomas Knoll nel 1990 hanno messo in commercio Photoshop. °campanelli dorati che suonano e cori d'angeli°



A parte i comportamenti sdolcinati e vomitevoli dei protagonisti, che con tipico sottofondo di mitraglie & granate al fosforo si sussurrano un "Ti amo" perfettamente udibile, il mondo attorno mi ha lasciato di sasso. Piccole cose, citazioni di Leonardo da Vinci, effetti di muschio e animali bioluminescenti di Edouardo Kac, messe assieme m'hanno fatto quasi piangere.



Così come mi ha fatto immensamente piacere la notizia di una prossima proiezione di porno 3D fra Na'Vi. Appena sarà disponibile, credo proprio che ne ordinerò una copia. Come ho già ampiamente potuto dimostrare, Hustler sa fare bene il suo fottuto lavoro.

lunedì 4 gennaio 2010

Il riprendersi dopo una palese e futile abbondanza

Per quanto possa immaginare, ogni pestilenza demente viene raggiunta in modo decisamente sconcertante. Il dover festeggiare, come qualsiasi obbligo, mi rende sempre, tremendamente infelice e depresso.

Non possono, nessuno può impedirmi di stare a casa a giocare a Neverwinter Nights: Hordes of the Underdark, solo perchè è un fottutissimo 31 dicembre.

Nessuno può obbligarmi a spendere 20 euro di cibo, per poi mangiare un risottino alle zucchine, pure crudo, e buttare via altri due chili di roba. Con la giustificazione che “Non si può fare un ultimo magro, bisogna mangiare.”

Eppure, inevitabilmente, ci riescono.



Dopo ieri sera, il Jack The Ripper comincia a starmi decisamente stretto. Terribili i bimbominkia metal/punk/neo-emo che scorrazzano liberamente in giro, portandosi appresso cuccioli di cane fottutamente carini. Dovrebbero, in teoria, mangiare i loro intestini crudi e bruciargli gli occhi con la paprika, come piacerebbe fare a me.

Evidentemente i sentimenti lovvosi devono essere sempre espressi, qualsiasi sia la religione professata.



C, anyway, è stato carino e simpatico, ieri sera. Davvero, ci sono poche persone così cristalline e disponibili. Temi sempre di scoprire troppo di loro, e di capirli a primo sguardo, magari anche con una lettura decisamente troppo poco approfondita. Ma tant’é che ci rifugia, essenzialmente, in quello.

Ah, ho ritrovato una vecchissima kefia che avevo comperato ancora al Ferrock di tre anni fa. Santo cielo, è terribile scordarsi di possedere questo e quello.



Finalmente ho avuto il tempo (cioè, mi ci hanno costretto, ma sono felice che l’abbiano fatto) di vedere IT. Non male. Mancava alla mia collezione di “Film da vedere una volta nella vita, e poi consigliare agli altri”. La cosa è poi degenerata all’Adler con l’A. e una discussione sull’utilità dei social network e un’evidente denigrazione di Facebook, come da solito. Ultimamente mi faccio parecchio trascinare dalle persone. Persino dalla M, che in questo momento mi è saltata in braccio uggiolando perchè il mio fratellino sta giocando con un accendino, e lei ha parecchio paura.